fotopertecnico

Il corretto comportamento del Tecnico Giudiziario

Brevi note per il Tecnico Giudiziario
(Il Tecnico Forense- Giuseppe Spanò – Angelo Tedeschi – Ed Giuffrè)

Nel corso dell’attività sia come C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio) che come CTP (Consulente Tecnico di Parte) ho incontrato colleghi che non sempre ottemperavano alle regole imposte dal C.p.c. (Codice di procedura civile).
La riforma del processo civile, entrata in vigore il 4 luglio 2009 non introduce novità di rilievo ma modifica le modalità operative nell’espletamento della consulenza tecnica d’ufficio, al fine di accelerare i procedimenti civili.
La novità essenziale riguarda il contraddittorio tra i tecnici che deve essere esaustivo, così come lo deve essere la risposta alle eventuali osservazioni dei CTP, nella sua relazione finale il Tecnico incaricato dal Giudice.
Questa procedura è dettata dal fatto di non dover chiamare a chiarimenti il C.T.U. evitando con ciò ulteriori udienze.
Gli attuali termini procedurali sono:
1° – termine entro il quale il C.T.U. dovrà inviare la “bozza” della relazione
2° – termine entro il quale i Consulenti di Parte dovranno inviare le loro osservazioni al C.T.U.
3° – termine entro il quale il Consulente Tecnico d’Ufficio dovrà depositare il proprio elaborato.

Relativamente ai compiti del C.T.U.

a) Il C.T.U. è tenuto a comunicare alle parti il giorno, l’ora ed il luogo dell’inizio delle operazioni peritali, se ciò non è stato indicato nel verbale dell’udienza relativo al conferimento incarico.
Detto avviso può essere dato anche tramite cancelleria che provvederà trasmetterlo alle parti a mezzo posta certificata o a mezzo dei normali canali (Telefono od Ufficiale Giudiziario).
L’obbligo della comunicazione sussiste anche quando le indagini non possono essere svolte in una sola sessione e se ne rinvii il proseguo ad altra data, ovviamente non fissata nella stessa sessione.
Cass. sez. III, del 27.01.1981 n. 617, GCM, 1981,1
Cass. sez. I, del 19.04.2001 n. 5775, GCM, 2001,1306
Cass. sez. I, del 03.01.2003 n. 15, GCM, 203,11

Medesima procedura sussiste anche quando le operazioni vengano sospese e poi riprese
Cass. sez. II, del 14.08.1986 n. 5058, GCM, 1986,8-9
Cass. sez. II, del 10.10.1989 n. 4054, GCM, 1989,10
Cass. sez. I, del 24.04.1993 n. 4821, GCM, 1993,734

Se invece la prosecuzione delle operazioni viene fissata nel corso del precedente collegio, non va fatta alcuna comunicazione
Cass. sez. II, del 14.08.1986 n. 5058, GCM, 1986,8-9
Cass. sez. I, del 07.02.1996 n. 986, GCM, 1996,172
Cass. sez. I, del 19.04.2001 n. 577, GCM, 2001,1306

Se al primo collegio od al proseguimento dello stesso compare solo uno dei difensori e dei CTP, il C.T.U. deve dar luogo alle operazioni.
Diversa è la situazione se non è presente alcuna delle parti.
In codesto caso il C.T.U. dovrà fissare una nuova data per l’inizio o il proseguo delle operazioni.
Si precisa che l’inizio od il proseguimento delle operazioni va comunicato sia ai difensori delle parti costituite, sia ai Consulenti di parte.

Analisi di Atti e Documenti di Causa

Premessa
Codesta parte formale è quella che si presta a discussioni in sede di collegio e non solo, in quanto, alcuni consulenti, disattendono alla procedura imposta dal c.p.c. introducendo documenti che non sono stati inseriti in atti od escludendo alcuni presenti in atti senza adeguata motivazione e non specificando in relazione le motivazioni dell’esclusione e/o parziale accoglimento.
Riteniamo pertanto che l’esatta definizione per quanto riguarda codesto capitolo, sia la seguente:
“ Il C.T.U. non può fondare le proprie conclusioni su fatti e circostanze non puntualmente dedotti e provati nel giudizio: gli elementi sui quali fonda il proprio giudizio debbono essere i medesimi sui quali il Giudice potrebbe fondare la propria sentenza.”
Cass. sez. III, del 10.05.2001 n. 6502, GCM, 2001,951
( da Il Tecnico Forense- Giuseppe Spanò – Angelo Tedeschi – Ed Giuffrè pag. 17)
Quanto scritto nelle osservazioni dai CTP o dai difensori, deve essere oggetto di valutazione ed analisi da parte del C.T.U.
Dobbiamo specificare che le Osservazioni e/o le consulenze di parte eseguite dai CTP sono prive di valore probatorio.

Il C.T.U. può prendere in considerazione solamente quanto prodotto dai Legali nei seguenti modi:
a – atto di citazione
b – comparsa di risposta e costituzione
c – memorie istruttorie

Altri documenti prodotti, al di fuori di dette procedure, NON possono essere utilizzate dal Giudice e, conseguentemente, dal C.T.U..
Se si verificasse l’ipotesi che i o il consulente/i di parte nei documenti proposti al C.T.U. si siano avvalsi di documenti non inseriti negli atti e documenti di causa , detti documenti devono essere eliminati dalla/e relazioni in quanto per gli stessi non vi è stato contraddittorio oltre al fatto che il loro inserimento è proceduralmente illegittimo.

Se non è possibile scindere dal complesso della relazione/i i documenti non regolarmente acquisiti, deve essere eliminata tutta la relazione.
Appare del tutto consequenziale che il C.T.U. non può prendere in esame i documenti presentati in modo illegittimo.
Per contro, se al momento del conferimento d’incarico nel quesito si autorizza il C.T.U. ad acquisire informazioni “anche presso terzi” il C.T.U. può acquisire detti documenti purchè provengano da “terzi”.

Quanto sopra scritto per gli addetti ai lavori potrebbe sembrare cosa ovvia e proceduralmente conclamata ma, purtroppo, nel nostro campo esistono professionisti disposti a comportarsi in maniera professionalmente scorretta pur di raggiungere i loro scopi, danneggiando così chi invero si comporta da tecnico corretto e scrupoloso dei procedimenti dettati dal c.p.c.

Lascia un tuo commento