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Allagamenti nel Piovese dal 2007 al 2011

Foto gentilmente concessa da Riccardo Ciriello

Premessa

 

La trattazione di codesta problematica nasce da un Accertamento Tecnico Preventivo, che mi ha visto come consulente di Parte per l’Attrore, richiesto a seguito di ben due allagamenti di una sua proprietà sita in Piove di Sacco in via Breo.

Il fenomeno denunciato, è stato conseguente a forti precipitazioni  temporalesche che hanno provocato l’allagamento di zone ben distinte della città di Piove di Sacco.

Non entro in detta sede nella dinamica dell’ATP, ma di certo l’analisi degli eventi, e la successiva acquisizione di analoghe situazioni nella zona, ci ha consigliato di analizzare la problematica in modo esaustivo, ovvero analizzando anche le direttive della Regione in merito al sistema idrogeologico.

Ci è obbligo precisare che la nostra è solo una valutazione della normativa sotto l’aspetto tecnico, lasciando ai legali la valutazione della possibilità di un’azione risarcitoria.

 

cap. 1 – Analisi degli eventi

 

Le precipitazioni di forte intensità, ovvero quelle che hanno prodotto i fenomeni di allagamenti, hanno avuto inizio nel 2008 e si sono protratte sino al 2012.

Specificatamente gli eventi più significativi hanno data:

 

  • 2007
  • 2008
  • 2009
  • 2010
  • 2011

 

Dobbiamo subito precisare che, con termine del tutto generico, la stampa definiva la zona interessata “Piovese”.

Invero le manifestazioni si sono evidenziate in alcune zone della città di Piove di Sacco e parti ben definite del circondario.

 

 

A monte di detti fenomeni, essendo emerso in sede Nazionale la problematica relativa alla situazione Idrogeologica, veniva emessa la legge n. 267 del 03 agosto 1998  relativa all’individuazione e perimetrazione delle aree a rischio idraulico e idrogeologico. Nuove indicazioni per la formazione degli strumenti urbanistici.

La Regione del Veneto in data 10 maggio 2006 con Delibera n. 1322 integrava quanto legiferato.

Di seguito detta delibera veniva aggiornata con la n. 1841 del 19 giugno 2007.

Il Commissario delegato per l’Emergenza concernente gli eccezionali eventi metereologici, in data 26 settembre 2007 stilava un “Piano Comunale delle acque” con i seguenti obbiettivi:

  • 1 –  integrazione delle analisi relative all’assetto del suolo con quelle di carattere idraulico e in particolare della rete idrografica minore;
  • 2 –  individuazione delle fossature private che incidono maggiormente sulla rete idraulica pubblica e che pertanto rivestono carattere di interesse pubblico;
  • 3 – individuazione delle principali criticità idrauliche dovute alla difficoltà di deflusso per carenze della rete minore (condotte per le acque bianche e fossi privati) e le misure da adottare per l’adeguamento della suddetta rete minore, da realizzare senza gravare ulteriormente sulla rete di valle;
  • 4 – individuazione delle misure per favorire l’invaso delle acque piuttosto che il loro rapido allontanamento allo scopo di evitare il trasferimento a valle delle criticità idrauliche;
  • 5 – individuazione, previo accordi con il competente Consorzio di Bonifica e in coordinamento con gli altri comuni interessati dal bacino, delle problematiche idrauliche conseguenti alla insufficienza della rete di bonifica e delle soluzioni nell’ambito del bacino idraulico;
  • 6 – individuazione dei criteri per una corretta gestione e manutenzione della rete idrografica minore, al fine di garantire nel tempo la perfetta efficienza idraulica di ciascun collettore;
  • 7 – individuazione di “linee guida” da adottare per la progettazione e realizzazione dei nuovi interventi edificatori che possano creare un aggravio della situazione di “rischio idraulico” presente nel territorio (tombinamenti, ponti, parcheggi, lottizzazioni ecc…).

Risulta quindi consequenziale che il Comune di Piove di Sacco, in accordo con il Commissario delegato per l’emergenza, aveva delle priorità per l’adeguamento idrogeologico del territorio.

Dalla collaborazione è emerso che l’unica attività svolta riguarda “l’escavo dei fossi delle aree critiche” eseguito nel 2009.-

 

Se inquadriamo sotto codesto aspetto il problema, risulta evidente che le responsabilità del Comune di Piove di Sacco, in rapporto alle precipitazioni eccezionali, risultano nulle.

A nostro avviso la problematica deve essere  analizzata sotto un altro aspetto e specificatamente quello richiamato anche dal Commissario dell’Emergenza.

In altre parole, essendo emerso che gli allagamenti si sono evidenziati in alcune parti della città interessata, se ne deduce che l’urbanizzazione concessa non ha posto adeguata attenzione:

 

  1. 1. variazione idrogeologica del luogo
  2. 2. aggravio della rete fognaria
  3. 3. mancata predisposizione di invasi atti al rallentamento del    deflusso delle acque

 

Relativamente al punto n. 1 risulta del tutto consequenziale che la cementificazione ha ridotto in modo sensibile la ricezione idrica del terreno con conseguente carico della rete già esistente che risulta sottodimensionata per le nuove esigenze.

L’eventuale nuova costruzione di una rete fognaria, atta a sopportare i nuovi flussi conseguenti alle urbanizzazioni, se non correttamente inserita nel vecchio sistema, porta ad un sovraccarico della preesistente.

Ecco, quindi, che si evidenzia quanto indicato al punto n. 2.

 

L’assenza di invasi atti ad equilibrare i flussi, porta come conseguenza gli allagamenti, più o meno importanti.

 

Un ulteriore elemento d’aggravio della situazione dei luoghi, riguarda la modificazione della rete viaria, a prescindere dalla situazione idrica.

Mi riferisco alla creazione di nuove strade, alla continua riasfaltatura delle esistenti, alla modificazione delle stesse per l’inserimento, ad esempio, delle piste ciclabili, marciapiedi e parcheggi.

 

Codesti nuovi manufatti sono stati eseguiti senza un preventivo studio anche dello smaltimento delle acque.

In altre parole a fronte di manufatti dedicati alle civili abitazioni edificati tra gli anni 70/90 che in quegli anni risultavano nella periferia della cittadina, attualmente sono considerate zone urbane.

Se consideriamo anche le ristrutturazioni eseguite nel centro cittadino con conseguente aumento dei locali abitabili e quindi di cittadini, emerge l’aggravio idrico.

Ne discende che la portata delle condotte atte al deflusso delle acque non sono più adeguate alle attuali esigenze dettate dai cambiamenti ambientali e demografici.

 

Non siamo in possesso dei documenti relativi alla rete fognaria del Comune di Piove di Sacco, però ci pare del tutto sintomatico il fatto che, a monte di una eccezionale precipitazione omogenea su tutto la zona di Piove di Sacco, a subirne le conseguenze nei due eventi del 2008 e del 2010, sia stata sostanzialmente la zona racchiusa tra le due strade via Breo e via Puniga.

 

L’analisi evidenzia una serie di concause atte a provocare i danni subiti dai residenti nelle zone indicate.

 

In primis, come detto, la cementificazione con conseguente inadeguatezza della rete fognaria, la mancanza di invasi atti al rallentamento del deflusso delle acque, dal susseguirsi delle modificazione del piano viario e delle riasfaltature, con conseguente innalzamento dello stesso, eseguite senza una corretta analisi delle pendenze.

 

Quanto sopra indicato non è relativo a sola nostra impressione ma è avvalorata da dati certi. Infatti nel corso di una ATP della quale si è fatto cenno nella prefazione, il CTU incaricato nell’eseguire una parziale analisi del luogo così si esprimeva

 

” la condotta (rete comunale)”

Risulta installata una condotta di rete Φ 60 . La seguente immagine riporta la ripartizione teorica delle aree scolanti di piazzale, che dovrebbero riversarsi nella condotta comunale(in via Breo) attraverso le caditoie e le adduzioni Φ 120

Ripartizione teorica aree scolanti piazzale

Considerando eventi frequenti ,con T.R. 2/3 anni ,per un intervello di 15’ ,( ril. Staz. Legnaro pag. 17 arpav) e max mm. 24,2 pluv. , la condotta in argomento risulterebbe saturata al 95% con l’apporto di una portata Q dicirca 2 lt/sec di tutto il piazzale e di parte del rilevato a destinazione agricola posto a monte;

Dalla verifica della curva delle portate teoriche della condotta in esame, secondo la formulazione di Gauckler-Strickler (v= kR 2/3 i 1⁄2) e l’applicazione del metodo cinematico proposto da Turazza nel 1880, si trova che :

 

- Calcolo idraul. riferito all’apporto reale dell’intero piazzale     Q = 2,06 l/sec.

- calcolo idraul. riferito all’apporto teorico     ”   ”                            Q = 2,89 l/sec

 

e comunque,

- la capacità di Φ 60 al 95% è di                                                 Q= 0,79lt/sec.

- la capacità di Φ 120 al 95% è di                                               Q= 4,93 lt/sec

 

 

Risulta evidente, pertanto, che la condotta è assolutamente insufficiente all’assorbimento delle acque apportate(sia nella portata reale che secondo rilievo) ed, andando in pressione, il rigurgito aggrava pesantemente le condizioni esterne.
Peraltro, la verifica condotta non tiene conto delle portate già presenti nella stessa provenienti dalla sede stradale di Via Breo, enfatizzando ulteriormente l’inadeguatezza dell’opera idraulica, per quanto detto sopra.

Si ribadisce, come dianzi riferito, che secondo classificazione standard di Arpav, viene riconosciuta come nubifragio una precipitazione di almeno 40 mm in mezz’ora o 60 mm in un’ora. ; quindi eventi con T.R. anche abbastanza brevi, come nella premessa delle verifiche esposte, senza alcun riferimento ad eventi eccezionali con T.R. ben superiori.

A giustificazione di ciò si è constatato che le finestre e gli accessi ai seminterrati sono stati già protetti, da parte delle amm.ni condominiali, da paratie mobili ( foto……) a dimostrazione del fatto che gli eventi- tipo “nubifragio” che possono causare allagamenti e danni , si sono già ripetuti frequentemente nella zona, e per questo si è preso qualche precauzione.”

E ancora nelle sue conclusioni il CTU ribadisce:

 

DETERMINAZIONE DELLE CAUSE”

 

Gli eventi atmosferici che si sono abbattuti nel periodo 14/17 settembre 2009 sono da considerarsi eccezionali e come tali riconosciuti dagli organi regionali.
Cionondimeno eventi simili , con T.R. inferiori, ma con almeno 40 mm di pioggia in mezz’ora o 60 mm in un’ora, sono definiti da Arpav come “ nubifragio” anche se poi non classificati ed acclarati da provvedimenti che evidenziano lo “stato di emergenza” come già detto in premessa.

Infatti tali provvedimenti riflettono soprattutto la rilevanza e l’impatto sociale sul territorio. Di conseguenza si ritiene che le cause sono da attribuirsi

a)-  alla eccezionalità dell’evento, ma non esclusivamente ad essa.

b)- alla infrastruttura stradale (via Breo) , alla insufficienza della vecchia condotta , o altro di competenza pubblica , come già esplicitato al p. 6.1 ; se in crisi è andata la zona di via Breo e non altre, è perché forse colà esistono problemi irrisolti;”

Per concludere, accertato che vi è responsabilità, pur anche non totale, del Comune di Piove di Sacco, invito, chi interessato, a contattarmi.

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